La missione del designer? combattere l'inquinamento estetico.


La testata della rivista Ferpi - numero 4/2012 - e un'estratto del mio intervento


Troppo spesso si confonde l'ESTETICA con la COSMETICA, e si ritiene che una comunicazione "bella" sia in primo luogo ingannevole, e niente affatto "buona" o "vera".
Sbagliato. Perché?

L'ho scritto sulla rivista della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana:


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"Chi lavora con grandi aziende, agenzie di consulenza e gruppi di interesse conosce il potere e il valore strategico della comunicazione, del marketing e del design. Infatti s’investono somme consistenti in iniziative e prodotti che inseguono l’eccellenza estetica: annual report eleganti, siti web e interfacce intuitive, pubblicità accattivanti. Un messaggio “ben confezionato” attira l’attenzione, si vende meglio, è più efficace.




Eppure, nei corridoi e negli uffici delle stesse aziende si commettono ogni giorno crimini contro il buon gusto, l’eleganza, la bellezza e dunque contro l’efficacia della comunicazione.
Quante relazioni piatte, sciatte, illeggibili! Quante presentazioni powerpoint inguardabili: parole, immagini, colori, elementi caotici e affastellati. Che spreco di tempo, di risorse, di carta, di energia! 
L’inquinamento estetico domina il mondo quotidiano del lavoro provocando anestesia, assuefazione e tolleranza al brutto, apatia e disinteresse verso i contenuti che si sperava di valorizzare.


Ecco, allora, una nuova missione per comunicatori e designer: combattere l’inquinamento  visivo portando l’estetica della comunicazione fin nei meandri dell’ultimo ufficio in fondo all’ultimo corridoio dell’ultimo seminterrato delle organizzazioni. Per farlo, bisogna rivolgersi e coinvolgere non soltanto il top management o il presidente ma le innumerevoli figure professionali che ogni giorno si trovano a contatto con montagne di documenti da impostare, scrivere, impaginare e presentare a qualche cliente interno o esterno: il collega, il capo, il sottoposto, il fornitore - o il datore di lavoro per chi non ce l’ha e al momento maneggia curricula e lettere di presentazione.


Diffondere l’estetica della comunicazione è una missione imprenditoriale che si colloca nel nuovo e ampio settore del personal branding e che non ha nulla di frivolo: ha un valore economico, etico e spirituale. Un messaggio esteticamente ben strutturato è intrinsecamente efficiente ed efficace. Di più: riconoscere, apprezzare e infondere armonia, stile e bellezza nel più umile dei documenti - ad esempio una circolare - consente di riconoscere, apprezzare e inseguire lo stile, l’armonia  e la bellezza in tutti gli altri ambiti della propria vita e delle relazioni umane.
Già la cultura classica insegnava che l’estetica, l’etica e la logica sono come rami della stessa pianta, la filosofia, e che ciò che è davvero bello è anche necessariamente giusto e buono, vero e autentico.




Per saperne di più: www.ferpi.it











Dario Galvagno

Agente immobiliare associato Keller Williams, già giornalista e comunicatore d'impresa

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