
Tra design e filosofia esiste un rapporto significativo che si può rendere oggetto di riflessione esplicita. Entrambe le discipline - con sfumature e accenti diversi ma compatibili - si occupano del rapporto tra forma e contenuto, tra forma e materia, tra realtà e apparenza, tra piacere e dovere, tra conoscenza e azione, tra etica ed estetica.
In estrema sintesi, il design consiste nel dare forma a cose, oggetti, informazioni, interazioni e relazioni con una fortissima attenzione all'aspetto estetico dell'esperienza.
Il rapporto tra forma e contenuto è uno dei temi caldi anche della filosofia. E, nella storia della filosofia, l'estetica è un campo d'indagine e di riflessione plurisecolare che riguarda non soltanto l'arte e il bello ma, innanzitutto, la percezione e la sensibilità. Semplificando: la realtà non arriva alla mente se non bussa alle porte delle percezione, alle porte dei nostri sensi: vista, udito, tatto, olfatto, gusto.
Triangolo di Kanizsa
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Una brevissima incursione nella storia della filosofia dice che Platone, ad esempio, ha spiegato la conoscenza come quell'attività di riconoscimento della forma pura, dell'idea stampata nella materia: noi capiamo che la ruota è un cerchio in quanto intravediamo nel legno l'idea pura del cerchio, idea di cui ci ricordiamo perché l'abbiamo già vista una volta, quando la nostra anima risiedeva nel mondo iperuranio prima di cadere sulla terra.
Colui che infonde le idee dentro la materia, colui che "stampa" il proprio sigillo eterno nella "cera" materiale, è il demiurgo: il primo designer della storia della filosofia.
In competizione intellettuale con Platone, Aristotele avanza l'ipotesi che la realtà - ossia tutto ciò che può essere percepito, conosciuto, nominato, concepito - deve necessariamente essere un mix indivisibile di forma e di materia. Non esiste materia senza forma e non esiste forma e non accoppiata alla materia.
Contrariamente a Platone, che considera eterne le idee, per Aristotele la forma è scheletro, struttura, principio organizzativo di ogni cosa: vediamo cento ruote, ciascuna delle quali è più o meno rotonda, e ci accorgiamo che tutte hanno in comune la forma del cerchio. E, ripetendo la stessa esperienza, giungiamo gradualmente a concepire un intera dimensione di enti matematici ed astratti. Nasce da questo dibattito la differenza tra idealismo ed empirismo che in forma e con nomi diversi si è protratto e si mantiene tuttora al centro del dibattito filosofico.
In tempi più recenti, nell'opera "Essere e Tempo" Heidegger scrive che l'uomo si trova gettato nel mondo, in mezzo ad altri uomini come lui e a un mondo di cose, di oggetti, di utensili la cui caratteristica principale è quella di essere "usabili in vista di un progetto". Usando le cose a disposizione, e progettando quelle che gli possono servire per i propri scopi, l'uomo pro-getta la propria vita e cerca di dare un significato alla propria esperienza.
Il progetto è un tema centrale nella prima fase della filosofia di Heidegger. E progetto è una delle definizioni di design. To design significa esattamente questo: progettare.
Progettare per uno scopo, con un'intenzione, usando le cose a disposizione, cercando di superare i vincoli, usando un metodo, cercando di coniugare forma e funzione, bellezza e utilità, operatività e comunicazione, oggetti e valori.
In una fase successiva della filosofia heideggeriana il centro della riflessione è il linguaggio: dimora dell'Essere. Il filosofo, e in generale l'uomo, è il Pastore dell'Essere.
In coerenza con questa impostazione che risale agli anni 40/50 del secolo scorso, gran parte del design contemporaneo riguarda l'informazione, la comunicazione, l'interazione e la costruzione di sistemi interattivi e relazionali, di interfacce.
I filosofi la cui speculazione si presta ad una riflessione sul rapporto tra filosofia e design sono tantissimi, in un certo senso: tutti. Infatti, se la filosofia riflette sull'esistenza e sulle condizioni per cui possiamo conoscere, essere giusti e trovare la felicità, così il design riflette e si sforza di progettare queste stesse condizioni: apparati e processi per conoscere e incidere sulla realtà, strumenti di informazione e comunicazione, interfacce per entrare in relazione con imprese, persone, progetti, sistemi.
Forma e contenuto, sensi ed intelletto, emozione e ragione, percetto e concetto, logica, etica ed estetica: filosofia e design sono discipline che si possono accostare ed esplorare alla ricerca della risposta - se mai si troverà - che ciascuno di noi può affrontare soltanto come individuo: vivere una vita autentica.
