Un esempio di comunicazione politica di cui mi sono occupato... ripescato dall'archivio 2008.
Giorgio Galvagno (è mio padre), si candida sindaco del comune di Asti dopo aver ricoperto la carica, per due mandati consecutivi, ben quindici anni prima.
Quelle sotto esposte sono alcune pagine del libretto distribuito agli elettori pochi giorni prima del voto.
La pubblicazione incarna perfettamente il communication design applicato alla propaganda politico/elettorale.
Infatti - sempre insieme e in sintonia col candidato - mi sono occupato sia della definizione del messaggio-chiave, della stesura dei testi, della scelta delle immagini e dell'articolazione narrativa di una "storia" collettiva, sia del progetto grafico e dell'impaginazione dei contenuti.
(Sopra) Subito, in apertura, il tema-forte, (quello che nella copy strategy pre-Seguelà sarebbe la Unique Selling Proposition):
a) quando G. era sindaco, la città da lui amministrata è salita ai vertici (14° posto) della classifica sulla qualità della vita nelle provincie italiane che Il Sole 24Ore redige ogni anno.
b) Sotto l'amministrazione successiva la città precipita dal 14° al 59° posto: un netto peggioramento della qualità della vita unita a (e frutto di) un atteggiamento presuntuoso, elitario, lontano dai cittadini.
c) Il nostro progetto: riportare Asti ai livelli di benessere e di sviluppo che la città ha conosciuto. Ce la possiamo fare di nuovo perché, insieme e tirando fuori il meglio di noi, ce l'abbiamo già fatta .
(Sopra) Introduzione al progetto: "un momento difficile.. dobbiamo reagire... serve una svolta..."
(Sopra) Alcune delle iniziative per rendere Asti una città più "Forte, Sicura, Umana e Bella".
Dal punti di vista comunicativo: testi brevi, chiari, semplici da capire: non c'è concetto/progetto che non sia immediatamente tradotto con esempi concreti e noti in città. Impaginazione chiara, leggera, ariosa.
Oltre ai programmi, contano le persone che li devono realizzare. In questa sezione si ripercorre la vita del sindaco: genitori, infanzia e gioventù; la famiglia, il matrimonio e i figli; il sindaco (sopra)... poi il deputato e il promotore del progetto per il rilancio della città (sotto)
Infine (sotto) l'appello finale alla città: "Uniamoci per il rilancio di Asti con un progetto credibile e concreto, con una squadra compatta, forte, nuova, dotata di esperienza, entusiasmo e volontà - Insieme ce la faremo perché, insieme, tutto diventa possibile!"
LEZIONI APPRESE:
1) L'ottimo è nemico del meglio
Su esplicita volontà del candidato, talvolta facendo "violenza" al mio stile, abbiamo dato all'intera pubblicazione un'aspetto non troppo raffinato, anzi, abbastanza amichevole con qualche piccolo refuso e qualche dettaglio non perfettamente realizzato. Galvagno non voleva assolutamente trasmettere un'immagine di "perfezione" e un aspetto trendy, ma piuttosto voleva dare la percezione che il libretto "se l'era fatto da solo" (e in un certo senso l'ha fatto davvero) badando più alla sostanza che alla forma.
2) Parlare male dell'avversario è inutile
In tutta la pubblicazione, l'amministrazione avversaria, quella che - dicono i fatti - ha riportato la città indietro, è sempre trattata con rispetto e senza malevolenza, tipo: "Sicuramente hanno cercato di fare bene... hanno fatto quello che hanno potuto... le classifiche vanno prese con le pinze... etc etc".
Abbiamo capito che chi si sente forte non ha bisogno di attaccare l'avversario. Non ha bisogno di spargere veleno. Chi vuole vincere deve parlare a tutti, deve disegnare un grande progetto, deve immaginare e far vedere un futuro di speranza e di benessere a portata di mano.
Galvagno - caso forse unico - dopo quindici anni è stato rieletto, per la terza volta, sindaco di Asti.







